Archivio per la Categoria ‘Politica’

Su LinkedIn mi sono imbattuto in questa domanda di Bill Gates (che è registrato pure lui in questa community):

How can we do more to encourage young people to pursue careers in science and technology?

Come possiamo incoraggiare i giovani a intraprendere una carriera nella campo della scienza e della tecnologia? e questa è la mia risposta (la trovate anche qui):

I speak from Italy, and I know my fatherland is too back in IT, in science and technology. Our best minds run away from Italy - I found by myself here, on LinkedIn, some classmates of mine that are working at UCLA or UCSD, not in Italy, and I guess that’s a loss for italian scientific panorama.
I think, today there are too many old people, working as decision makers, and they haven’t a precise IT knowledge. When I go in Small and Medium Industries I don’t see often trust in new technologies - worst thing! I see fear!
Great uncertainty by sparse knowledge of technologies and their advantages.
And - last but not least - few money into pockets does the rest.
Waiting for elections, all competitors are promising wonderful things for all of us - even those political parties that have increased taxes and reduced buying power for pays.

At the end, that’s my recept:
- more recent PCs in the schools (and go to throw older PCs or recycle them);
- more younger teachers, well instructed on how to teach technologies, informatics and sciences (even with NLP);
- less and lower universitary costs, but bound to effective cleverness;
- music! Music at all school level: music increases learning effectiveness;
- philosophic studies! we can’t go forth when we don’t know where we were yesterday, and technology is neutral - its application never. The wider the view, the wiser the choice.

Parlo dall’Italia, e so che la mia patria è troppo indietro nell’Information Technology, nel campo della scienza e della tecnologia. I nostri migliori cervelli fuggono dall’Italia - ho trovato qui, su LinkedIn, alcuni dei miei compagni che stanno lavorando alla Università della California - Los Angeles o San Diego, e non in Italia, e penso che sia una perdita per il panorama scientifico italiano.
Credo che oggi ci siano troppi anziani che lavorano come responsabili decisionali, e non hanno una precisa conoscenza IT. Quando vado nelle Piccole e Medie Industrie non vedo spesso la fiducia nelle nuove tecnologie - cosa peggiore! Vedo paura!
Grande incertezza da scarsa conoscenza delle tecnologie e dei loro vantaggi.
E - ultimo ma non ultimo - aver pochi soldi in tasca fa il resto.
In attesa di elezioni, tutti i concorrenti promettono cose meravigliose per tutti noi - anche quelli dei partiti politici che hanno aumentato le tasse e ridotto il potere d’acquisto per le paghe.

Alla fine, questa è la mia ricetta:
– Più recenti PC nelle scuole (e buttare via o riciclare i PC vecchi);
– Insegnanti più giovani, ben istruiti su come insegnare le tecnologie, l’informatica e le scienze (anche con tecniche di Programmazione Neuro Linguistica);
– Meno costi universitari e inferiori, ma che ciò sia legato alla effettiva bravura;
– La musica! Musica a scuola a tutti i livelli: la musica aumenta l’efficacia di apprendimento;
– Studi filosofici! Non siamo in grado di andare avanti quando non sappiamo dove siamo stati ieri, e la tecnologia è neutrale - mai la sua applicazione. Più ampia è la vista, più saggia è la scelta.

In un giorno c’eran già 2221 risposte, ma io ho dato la mia.

In questo blog trovo per l’ennesima volta il quesito di cui al titolo.

La mia risposta:

Dire che Gesù è stato il primo comunista equivale sostanzialmente a dire che la supercazzola prematurata è virgolata a lemme di antani, con scappellamento a destra.

Chiarito il tono della frase, Gesù disse “A Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio”. Quindi per prima cosa riconobbe la necessità contingente di sottostare alle leggi degli uomini, in terra, ma prima a quelle di Dio.
In secondo luogo: Gesù era un rabbi, un maestro della legge. Esperto di quanto c’è nel Vecchio Testamento, non ha mai tuonato contro la proprietà privata, piuttosto contro l’attaccamento alla ricchezza.
Non ha mai detto “i ricchi non entreranno mai” ma “è più facile che passi un cammello per la cruna di un ago, che entri un ricco nei cieli” perché un ricco difficilmente vende quel che ha, da il ricavato ai poveri e segue Cristo. Non impossibile, dunque, solo molto difficile - e in effetti abbiamo degli esempi di ricchi che così han fatto, non ultimo Giuseppe Moscati.
A Gesù non interessava la rivoluzione! Tant’è che chi lo credeva un capopopolo ne fu deluso, e gli preferì Barabba nel famoso “referendum” di Pilato.

Thump!

Gennaio 26th, 2008 Nessun Commento

Mah…
personalmente rido per non piangere: cade un governo di buffoni, ma il teatrino ha già in cartellone un’altra commedia, di un’altra compagnia ma con lo stesso canovaccio: “tiriamo a campare che pigliamo la pensione dopo 2 anni e un giorno“.

Elezioni subito? A parte la spesa, mi piacerebbe, per il gusto di mandare a casa a bocca asciutta chi sta a palazzo solo per pigliarsi una pensione dopo 2 anni di “lavoro“, che tanto se va su il Cavaliere Nero o la Mortadella poco cambia se non si ha coraggio di scelte drastiche. E nessuno fa scelte drastiche se ama la poltrona più che il Paese.

Altrimenti non resta che imparentarci tutti con Mastella! Almeno così un posto di lavoro lo si trova - a prescindere da competenza e esperienza.

Fratelli d’Italia
l’Italia s’è desta
dell’elmo di Scipio
s’è cinta la testa…

A Trieste, che come Trento fu sotto il Kaiser und König, si rimpiange l’Impero Austroungarico.

Dall’Italia che non abbiamo contribuito a creare (nel 1946 e nel 1948 Trieste era ancora sotto Amministrazione Alleata, quindi non si votò né Monarchia/Repubblica, né ci furon rappresentanti alla Costituente) tante cose non ci siam meritati, dall’indifferenza e ignoranza della gente che ancora nel 2008 pensa ci sia un ponte tra Trento e Trieste “perché son insieme nei nomi delle vie”, ai tanti triestini di eccellenza che portano all’estero la loro formazione e le loro competenze.

Oggi con la caduta dei confini forse Trieste riacquisterà una posizione centrale in Europa.

Se l’Italia glielo permetterà…