Ho avuto modo di leggere questo post, e questa è la mia risposta.
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Guarda, sinceramente il mio pensiero è esattamente antitetico al tuo.
E se per un attimo non mettessimo Dio tra parentesi?
Mi pare che basta guardarsi in giro e si vede immediatamente come veramente pochi non pensino di esser gli unici esseri nell’universo.
E mi pare che si vede pure quali sono le conseguenze: devastazioni, guerre, immondizie sparse, ammazzamenti vari…
Il timor di Dio non esiste davvero più (se mai ha avuto ragion d’essere), e comunque non è mai esistito tra le classi abbienti. Eccezioni escluse, chi aveva dinero non si è mai preoccupato del dopo.
A parte ciò, mi dispiace che nella tua vita non ti sia ancora accorto che Dio è sempre accanto a te.
Per dirla con le tue parole, adesso è giunto il momento di comprendere che Dio c’è.
Non vorrai vederlo, è scomodo certo, ma è là, accanto a te, a me…
Gesù ateo! E’ un bel calembour, certo. Come quando si dice “Cristo era il primo comunista della storia”…
Quando tu dirai “mio padre non esiste, io sono nato da me” allora aspetterò Gesù proclamarsi ateo…
Ecco cosa farebbe oggi Gesù…
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Gesù era prima di tutto un rabbino. Lasciamo per un attimo da parte disquisizioni su divinità o umanità, pensiamo semplicemente che Gesù ammaestrava le genti, ovvero spiegava loro il vero significato delle Sacre Scritture.
E spiegava loro che Dio è prima di tutto Padre.
Un padre non odia i propri figli, non ne vuole il male - anzi! -, e ti parla uno che padre sta per diventarlo, di una bimba, e son pieno di timori e di paure e di preoccupazioni per lei che ancora non è nata, che non le manchi nulla del necessario ma che sappia chiedere quello di cui ha bisogno, che non sia da meno degli altri ma non se ne senta superiore, che di fronte alla miseria non sia indifferenza ma che sappia sdegnarsi delle miserie.
E soprattutto, smascheriamo la menzogna: Gesù è precisamente uno che la “fede” l’ha ben che definita (Lc 17, 6).
«Quanto più sinceramente ci avviciniamo a Cristo, tanto più diventiamo vicini tra di noi», ci ha lasciato detto Giovanni Paolo II.
E, in questa pagina, ho trovato questo splendido concetto:
In ebraico verità si dice emet, la stessa radice di emunà che vuol dire fede-fiducia. Fa parte della nostra fede credere che la ricerca della verità possa trovare ospitalità nell’animo di tutti, credenti o non credenti, e sapere che la sincerità di chi non ritiene di poter dire di sì a Dio non é inferiore alla nostra. Quanto importa e accomuna è essere convinti che la ricerca della verità non sia tratto secondario del nostro vivere.
Ancora, ti consiglio una lettura di questo blog, che mi pare dia una buona rappresentazione di cosa è fede e di cosa è sovrastruttura umana della fede.
Se poi avrai voglia e tempo, uno sguardo alle scritture ufficiali potrebbe snebbiare alcune cortine fumogene che il “si dice” genera davanti agli occhi della ragione.
Infine, visto che millanta anni fa Sant’Agostino capì che credo ut intelligam e intelligo ut credam, una buona lettura può essere Le prove ontologiche sull’esistenza di Dio.
Buona vita!